Serie A1

Il pensiero di Rodolfo Cavallo al termine della stagione

Carissimi Amici del basket LE MURA
A poche ore dall’ultima gara della stagione, quando inesorabilmente tutti quanti stiamo tirando le somme dell’annata appena conclusa, mi sento di condividere alcune riflessioni.
Venerdi il nostro campionato si è concluso in anticipo rispetto alle speranze di tutti noi, lasciando un senso di insoddisfazione che comprendo e accetto.
Sapevamo che l’eredità dello scorso anno sarebbe stata un “macigno” con cui confrontarsi.
Non a caso dalla scorsa estate in ogni circostanza ho sempre sottolineato che il basket LE MURA doveva essere consapevole ed orgoglioso del proprio ruolo nella massima Serie. Il nostro ruolo dal mio punto di vista deve essere quello di lottare al massimo delle proprie forze contro ogni avversario, ma soprattutto quello di proseguire il processo di consolidamento come realtà di eccellenza del movimento
Il “nostro scudetto” è la continuità che abbiamo costruito e difeso nell’ultimo decennio: questo è il valore e il fondamento della nostra realtà, di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi.
Si dice: “a volte lo sport è questione di centimetri”: se in gara2 o in gara3 fossero andati a canestro due tiri che invece il ferro ha sputato fuori, oggi staremmo probabilmente celebrando una stagione pienamente soddisfacente. Ma il giudizio di una intera stagione non può essere appeso all’esito di una singola giocata, perché una stagione sportiva è un lungo percorso fatto di tante tappe, ostacoli, decisioni (a volte giuste e altre volte sbagliate, come accade nel resto della vita).
In quanto Presidente non mi sottraggo al giudizio: personalmente mi sarei aspettato qualcosa di più da questo gruppo che scendeva in campo con lo scudetto sul petto: mi sarei aspettato il passaggio del turno per confermarci  tra le prime quattro in Italia, impreziosendo così l’ottimo risultato della finale di Coppa Italia.  Sarebbe stato il massimo che la nostra società e il nostro budget potevano consentire.
Adesso ripartiamo da un punto fermo di cui siamo fortemente convinti: coach Serventi che nei pochi mesi a Lucca ha dimostrato professionalità, personalità, abnegazione e umiltà: è l’uomo giusto per guidare la nostra squadra e ha nostra piena fiducia per plasmare dalle fondamenta il gruppo del prossimo anno. Perché il passato è passato.
Concludo con una ultima considerazione: mi viene riferito che alcuni tifosi invocano le “dimissioni” del gruppo dirigente.
Suggerisco attenzione: Lucca negli anni ha cementato un gruppo di soci appassionati che ha consentito e difeso quella continuità di cui parlavo prima. Sono loro che hanno consentito al basket LE MURA di sopravvivere prima, risanarsi poi, con un grandissimo sforzo proprio delle persone che oggi vengono in alcuni casi criticate, fino a gettare le basi per il futuro. Nel mezzo, uno scudetto storico i cui meriti non possono essere solo delle atlete.
A chi chiede “dimissioni dei dirigenti” ricordo che non siamo nel mondo dello sport professionistico. Siamo una associazione sportiva e come tale non esistono “dirigenti” (in senso aziendale) ma solo soci appassionati e volontari.
Per chiunque si senta all’altezza, basta una lettera di ammissione per acquisire in un attimo gli stessi diritti degli attuali dirigenti, e potersi cosi misurare in una sfida che, vi assicuro, è tanto appassionate e stimolante, quanto molto più complessa di quanto appaia da fuori.
Quindi senza alcuna provocazione, invito a farsi avanti tutti coloro che si sentono in grado di portare efficienza e competenza. Dopo anni di impegno e fatica l’associazione ha chiuso gli ultimi tre bilanci in sostanziale pareggio, segno di un percorso di risanamento ormai completato e facilmente verificabile. Il ricambio generazionale è alla base delle associazioni e nessuno di noi ritiene l’impegno nel basket un incarico a vita.
Il Basket Le Mura è una eccellenza sportiva della città, va difesa e sostenuta con tutte le forze possibili.  Siamo pronti per iniziare una nuova avventura con tutti coloro che vorranno unirsi a noi. Forza Lucca, Forza Le Mura.